Una serata brillante e molto partecipata è stata quella di lunedì 20 aprile quando i soci del Rotary Club di Spoleto e i loro ospiti hanno accolto ed ascoltato il professore Angelo Maria Petroni, rotariano da 42 anni il quale ha tenuto una conferenza dal titolo: “L’Intelligenza Artificiale e i cambiamenti che sta apportando nella società e nell’economia” presso l’Hotel dei Duchi di Spoleto.
Il socio, che è Segretario Generale di Aspen Institute Italia, docente universitario e saggista, ha illuminato i presenti su un tema quanto mai attuale e che ci vede tutti curiosi e titubanti nell’utilizzo dell’IA.
L’argomento
Accompagnato dal Presidente del club Pompeo Farchioni, Petroni ha spiegato come l’IA sia una rivoluzione ancora più grande di quella del computer. “Intelligenza è legare le cose fra di loro, artificiale invece viene dal latino arte factum che è ciò che viene fatto dall’arte, non dalla natura” ha esordito il relatore. “Già dagli anni ’30 è stata usata usata la meccanizzazione del concetto umano con Alan Turing, la sua Turing Machine riprodusse il ragionamento umano che ruppe il Codice della macchina Enigma, l’intelligenza artificiale tedesca ideata dai polacchi (inizialmente usata per i venditori di commercio) – ha proseguito -. I successivi investimenti per migliorare l’IA vengono tutti dal campo militare, grazie agli Stati Uniti e quindi dal Pentagono”.
La rivoluzione in corso
Come spiegato da Petroni, la meccanizzazione del pensiero umano ha visto un’esplosione circa 7 anni fa, “essa non produce niente di nuovo, non inventa nulla, ‘inter legge’ le conoscenze che già si hanno e le ricombina in base alle richieste. Se pensiamo al suo uso nella P.A. permette un cambiamento epocale, una velocizzazione. Non prevede il futuro, perché esso non è uguale a oggi o ieri. Se ci sono delle ‘allucinazioni’ è normale perché il sistema non è completo”. Essa viene alimentata dall’algoritmo, che altro non è che una lunga serie di sommatorie. Il perfezionamento dell’IA sta arrivando anche nella produzione industriale, con i robot che la incarnano fisicamente. Come ha rassicurato il socio, creatività e innovatività restano all’uomo. “L’IA – ha concluso – è l’intelligenza umana aumentata, tira fuori le parti ripetitive e ti libera la mente dalla servitù”.
A seguire i soci, loro amici e familiari hanno preso parte alla conviviale del mese di aprile.

















