In occasione della Domenica delle Palme, i soci del Rotary club di Spoleto in compagnia di parenti e amici si sono ritrovati, come di consuetudine, alla messa e al pranzo pre-pasquale.
La messa all’Abbazia di San Felice di Giano e la visita al complesso con guida d’eccezione
Con la consegna del ramoscello di ulivo benedetto, simbolo di pace e speranza, ha avuto avvio la liturgia presso l’Abbazia di San Felice di Giano recitata da Don Mario Proietti, con la lettura della Passione di Cristo. Alla fine della messa, il superiore della comunità dei Missionari del Preziosissimo Sangue ha permesso ai rotariani di visitare il complesso facente parte della Diocesi Spoleto Norcia, nelle sue parti non ancora interessate dal restauro post sisma che sono la cripta e il chiostro. La chiesa, in pieno stile romanico, edificata con i reperti delle antiche ville romane della zona distrutte dall’arrivo dei barbari, nasconde la cripta dove sono mantenute le spoglie di San Felice vescovo e martire. Essendo il santo protettore delle persone malate di reumatismi alle ossa, come ricordato da Don Mario, i bambini rachitici venivamo portati lì in pellegrinaggio per avere la benedizione e la protezione del Santo. Nel chiostro invece sono presenti il pozzo e gli affreschi riguardanti la vita e il martirio di San Felice.
La struttura è stata nei secoli mantenuta attiva ed ampliata dai frati benedettini, dagli agostiniani poi cacciati e dal 1815 gestita dai Missionari del Preziosissimo Sangue, seppur con varie vicissitudini.
Una mattinata in cui è stata ripercorsa la storia del luogo, in cui si è parlato anche dei terreni che circondano l’Abbazia di proprietà del Comune di Spoleto, gestiti da privati in seguito a una gara di appalto. L’Ente detiene 40 ettari contesi però con i conti Pucci della Genga, che nel corso dell’’800 fecero una donazione agli spoletini tra cui anche l’azienda agraria di Giano ma non ufficializzata. A parere di un erede del Papa Leone XII (appartenente a questa famiglia) quella proprietà sarebbe vincolata al sostegno dell’istruzione pubblica come predisposto dal suo avo, considerando che fino al 1789 costituiva rendita per le scuole spoletine. La speranza dei missionari è che queste terre vengano cedute alla Diocesi Spoleto-Norcia perché rischiano l’abbandono.
Il Pranzo e i doni
A seguire, i partecipanti insieme al Presidente del Club Pompeo Farchioni si sono ritrovati in un ristorante della zona per scambiarsi gli auguri e aprire le uova che la signora Tosca, moglie del presidente, ha generosamente regalato ai bambini e ai soci. Anche quest’anno il Rotary ha fatto preparare da una nota pasticceria spoletina un grande uovo di Pasqua personalizzato che è stato poi regalato e consegnato da un folto gruppo di soci all’Istituto Don Pietro Bonilli di Montepincio, dove le suore ospitano persone con gravi disabilità fisiche e mentali. Un gesto molto apprezzato dalla Madre Superiora che ha ringraziato il Club per il rinnovato dono, dato che in passato gli ospiti avevano già ricevuto questo dolce regalo, a confermare lo spirito di service rotariano.


















